Il monumento è collocato all’inizio del Parco Alcide Cervi e precisamente tra la via Roma e la via XX Settembre. Il gruppo scultoreo e’ innalzato su di una piattaforma di gradini curvilinei in leggera elevazione e pavimentati con blocchetti di porfido. Sul lato esterno della piattaforma, ad indicare il punto di accesso, e’ posta una lastra in granito con un’ iscrizione in bronzo che riporta: “ORA E SEMPRE RESISTENZA”. Dal basamento si innalzano con graduale ascensionalità, tre lingue di cemento che costituiscono i piedistalli delle tre figure che compongono il monumento. Le sculture, fortemente evocative, rappresentano “Il Martirio”, “La Riscossa”, “La Liberazione” , come indicato da una placca bronzea affissa nella parte anteriore di ciascuna delle tre basi; tutte recano la firma dell’artista.
Caratteristiche stilistiche dell’opera
Il gruppo scultoreo è la testimonianza tangibile della svolta che, all’inizio degli anni Settanta, l’artista ha impresso alla sua ricerca estetica. Egli, abbandonate le figure naturalistiche si orienta a suggerire il soggetto attraverso forme spezzate e private di elementi illustrativi. Nell’anatomia l’autore scava creando forti contrasti d’ombra che esaltano masse solo alludenti al corpo umano. Si tratta di tre isolate figure raccordate da una piattaforma che richiama l’idea di un’ara, unite da una stretta coerenza stilistica, in quanto composte da ritmici rapporti di pieni e vuoti che ne esaltano la forza plastica. Le tre forme alludono appena alla struttura umana, ma potentemente rappresentano il drammatico sforzo della resistenza partigiana per la conquista della libertà. Di qui la definizione di un linguaggio espressivo volto a fissare, come lui stesso affermava, “l’intuizione dinamica delle incalzanti emozioni e sensazioni del mio tempo”.
Notizie storiche
Il Comune di Rimini commissionò a Elio Morri, con atto deliberativo del Consiglio Comunale del 23.11.1968, il Monumento alla Resistenza. Il 16 Ottobre 1970, venne stipulata tra il Municipio di Rimini e lo scultore, una convenzione per la realizzazione del “Monumento ai Martiri della lotta per la Liberazione”. L’artista realizzò tra il 1968 e il 1972, un cospicuo numero di disegni, bozzetti e modelli che costituirono il fondamento del processo di elaborazione dell’opera. Questa è dedicata alla Resistenza Partigiana e al riconoscimento attribuito dal Governo Italiano alla Città di Rimini nel 1962 con la Medaglia d’Oro al Valore Civile “Fedele alle sue più nobili tradizioni subiva stoicamente le distruzioni più gravi della guerra e prendeva parte validissima alla lotta per la liberazione attestando col sacrificio eroico di numerosi suoi figli la sua purissima fede in una Italia migliore”. Si scelse di posizionarla nell’allora nuovo Parco dedicato ad Alcide Cervi, padre di sette giovani patrioti italiani uccisi dai fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. La denominazione del Parco rappresenta l’omaggio della città all’uomo che, con grande dignità, seppe trasmettere i valori di giustizia, democrazia e libertà, unanimemente riconosciuti dall’intera comunità.
Costruzione e inaugurazione
Chi era Elio Morri
1. PROFILO BIOGRAFICO E FORMAZIONE
Elio Morri (Rimini, 3 maggio 1913 – 14 gennaio 1992) rappresenta l’ultimo scultore monumentale contemporaneo di Rimini del Novecento. La sua formazione inizia sotto l’egida di Filugenio Fabbri, il “maestro del cemento” che firmò la Fontana dei Quattro Cavalli, intuendo che il giovane Elio possedeva una sensibilità che andava oltre l’artigianato, incoraggiandolo a intraprendere la professione.
Il suo percorso fu itinerante: tra le accademie di Torino, Ravenna e Bologna, Morri assorbì il rigore del classicismo accademico per poi superarlo verso una maturità espressiva carica di valore civile. Nel 1934, già apprezzato sulla scena riminese come raffinato ritrattista (dote che gli valse importanti commesse pubbliche, religiose e civili), aprì il suo primo studio in via G. Bruno.
Nel 1937 trionfò al Concorso Nazionale per la Scuola della Medaglia presso la Zecca dello Stato di Roma. A questo primo biennio ne seguì un secondo, fino al 1943, in cui alternava la permanenza romana a frequenti rientri in città, affinando una perizia incisoria millimetrica. Il 19 luglio 1943, sorpreso dai bombardamenti mentre lavorava a S. Lorenzo Fuori le Mura, fece definitivo ritorno a Rimini, diventando il testimone plastico della ricostruzione.
IL “LOCUS GENIUS”: LO STUDIO A PALAZZO LETTIMI.
Dal 1950, il luogo simbolo della sua attività fu uno stanzone ricavato tra i ruderi di Palazzo Lettimi, ferito dai conflitti bellici. Mentre la città correva verso il boom economico, Morri scelse di abitare le ferite della storia.
- L’Atmosfera Creativa: Non era un semplice atelier, in questo spazio la luce entrava da soffitti parzialmente sventrati, Morri lavorava immerso a calchi in gesso, bozzetti in argilla e strumenti del mestiere. Valore Simbolico: Restare al Lettimi significava presidiare il cuore ferito di Rimini, ancora oggi. Molte delle sue opere civili sono nate tra quei mattoni rinascimentali, rendendo l’artista una figura emblematica tra quelle macerie. Qui rimase a lavorare fino all’ultimo periodo della sua vita. Morì il 14 Gennaio 1992.
Le Opere. Sulle tracce di Elio Morri nella città
L’attività di Elio Morri fu significativamente legata alla città di Rimini, l’amata città natale per lui “fonte di ispirazione”. Compaiono infatti in molti dei suoi lavori, i monumenti più importanti della città.
Numerose le opere nella città di Rimini
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“Monumento alla Resistenza”,(Parco “A. Cervi”, 1973): Opera in stile espressionista di bronzo della maturità e testamento per farsi “carne che soffre”, invitando alla meditazione collettiva sulla libertà.
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Monumento a Francisco Busignani (Piazza Ferrari, 1939): Opera giovanile di grande vigore plastico, dedicata alla medaglia d’oro riminese.
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Lapide ai Caduti del Mare (Portico del Palazzo dell’Arengo): Commemorazione solenne che onora i marinai scomparsi in guerra.
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Il “Puer Mingens” (Piazza Cavour): Copia bronzea realizzata per la Fontana della Pigna in sostituzione dell’originale lapideo, volta a preservare la scultura storica del Comune.
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Targa dei Tre Martiri (Piazza Tre Martiri): Capolavoro di asciuttezza emotiva dedicato ai tre giovani partigiani giustiziati nella piazza.
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Il miracolo della mula (Chiesa dei Paolotti, Piazza Tre Martiri): Bassorilievo di arte sacra che testimonia la sensibilità religiosa dell’autore.
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Busto di Luigi Tonini (Museo della Città / Cortile): Ritratto dello storico riminese volto a celebrare colui che definì l’identità culturale della città.
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Busto di Federico Fellini (Palazzo del Fulgor): Ritratto realizzato per catturare l’essenza dell’amico fraterno; l’incontro tra il “mago delle mani” e il “mago dei sogni”.
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Restauri e integrazioni scultoree (Tempio Malatestiano): Interventi critici del dopoguerra necessari per ripristinare le decorazioni danneggiate dai bombardamenti.
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Ciclo di bassorilievi e medaglistica (Ex Cassa di Risparmio, Piazza Ferrari): Opere interne che narrano la storia economica e l’identità istituzionale locale.
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Busto di Dario Campana (Collocazione varia/Centro, 1935): Significativa opera giovanile nell’ambito della ritrattistica.
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Altorilievo a Bruno Brizzi (Ex Opera Nazionale Balilla, Via Cairoli, 1935): Una delle prime commissioni pubbliche, fondamentale per comprendere il periodo figurativo iniziale dell’artista.
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L’Albero della Vita (Quartiere Celle): Monumento ai Caduti di tutte le guerre dove la struttura organica simboleggia la vita che rinasce dal sacrificio.
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Lunetta di S. Gaudenzo e Crocifisso (Chiesa di San Gaudenzo, Borgo S. Andrea): Opere sacre che includono l’effigie del patrono e un vibrante Cristo interno.
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I Temi del Lavoro (Palazzo della Provincia): Bassorilievo che rappresenta l’impegno dell’artista verso l’identità civile e amministrativa della comunità.
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Busti dei personaggi illustri (Piazzale Fellini): Ritratti di Claudio Tintori, Paolo Mantegazza e Pietro Palloni, figure chiave per la nascita della Rimini balneare.
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Via Crucis (Covignano): Monumentale percorso sacro immerso nel paesaggio collinare riminese.
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Fonte Battesimale (Chiesa della Colonnella): Opera liturgica che arricchisce il patrimonio della chiesa cittadina.
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Monumenti Funerari (Cimitero Monumentale): Serie di interventi scultorei che testimoniano l’arte del Morri nel contesto della memoria privata e cittadina.
Il ricordo di Federico Fellini
Durante il soggiorno romano, l’artista ebbe frequentazioni significative con la comunità di artisti riminesi allora presenti nella Capitale, fra questi il giovane Federico Fellini. Con il grande regista Elio Morri strinse un’amicizia fondata su di una reciproca e sincera stima, così espressa nel telegramma che Fellini inviò alla moglie dello scultore, Enza, il giorno della sua morte.
Il legame con Federico Fellini fu un’affinità elettiva tra due artisti che “vedevano” Rimini in modo complementare. Entrambi disegnatori infaticabili, condividevano la capacità di cogliere l’anima poetica e grottesca dei personaggi locali. Morri tradusse in bronzo l’immaginario del regista realizzando medaglie commemorative e i busti in Piazzale Fellini (tra cui quello di Claudio Tintori), che ritraggono i pionieri della Rimini balneare tanto cara al cinema felliniano. Per Fellini, lo studio surreale del Lettimi, con i suoi uccelli parlanti tra le rovine, era uno dei luoghi più autentici della città, un set vivente della memoria riminese.

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