EVENTO – INNESTI SULL’AUSA

 

Un Rito Collettivo Fluviale dell’Ausa.

L’ARTE CONTEMPORANEA E PERFORMATIVA ABITA IL CONDOMINIO. TRASFORMA ANDRONI E PORTICATI IN RICERCHE ARTISTICO-ANTROPOLOGICHE DI COMUNITÀ.

L’Ecomuseo Rimini APS ha lanciato il 15 ottobre scorso la sua nuova call, rivolta ad artisti e residenti interessati alla riqualificazione urbana e all’attivazione culturale delle comunità. Il progetto a cui ha dato seguito la call è INNESTI SULL’AUSA, un’indagine artistico-antropologica realizzato attraverso pratiche partecipative ecomuseali.

L’Ecomuseo Rimini APS è quindi finalmente lieto di annunciare l’evento conclusivo e la festa di restituzione di tale processo partecipativo che ha portato l’arte contemporanea, la performance art antropologica e lo storytelling direttamente negli spazi abitativi del quartiere V° Peep Ausa.

Ideato e curato da Sonia Fabbrocino, il progetto culmina infatti in un evento site-specific aperto alla cittadinanza che si terrà Sabato 29 novembre 2025, dalle ore 16:00 alle ore 19:00. Il punto d’incontro è presso l’ex cinema-teatro Astoria, in via Euterpe 15. I partecipanti verranno poi guidati lungo l’esposizione, addentrandosi nei condomini del quartiere Peep Ausa.

L’approccio curatoriale trascende la mera esposizione per abbracciare pienamente il paradigma dell’arte relazionale e contestuale (site-specific), elevando l’ordinario a terreno di ricerca estetica, paesaggistica e antropologica. L’utilizzo di spazi non convenzionali ribadisce il ruolo dell’arte come catalizzatore sociale.

L’INNOVAZIONE: IL CONDOMINIO COME RESIDENZA ARTISTICA E LUOGO DI RITO COLLETTIVO

Dallo scorso 15 ottobre si è svolta la Call to Action a cui artisti, fotografi e narratori locali hanno aderito per trasformare un condominio in una comunità attiva attraverso un approccio innovativo che mette in dialogo arte e territorio, ripensando le modalità di intervento per la rigenerazione culturale urbana e la coesione sociale, e innestando la ricerca estetica in contesti extra-istituzionali.

La metodologia adottata supera il concetto tradizionale di mostra o spettacolo, trasformando la quotidianità del quartiere in un vero e proprio rito sociale e artistico.

Durante le residenze, gli artisti hanno interagito con i residenti in un dialogo co-creativo, raccogliendo ricordi, fotografie, racconti e testimonianze e risvegliando lo spirito del paesaggio dell’Ausa. Da questo processo sono nate ricerche artistiche che hanno generato una polifonia delle arti, pratiche performative e narrazioni condivise, trasformando i condomini in residenze partecipate e luoghi di coesione sociale.

Il focus tematico è la riattivazione della memoria storica, immaginaria e paesaggistica del corso fluviale dell’Ausa – interrato e deviato – e del quartiere che ne porta il nome. La sua cancellazione fisica e percettiva segna profondamente l’identità del V° Peep Ausa. L’Ausa diventa così un fil rouge dinamico che riconnette la memoria fluviale al tessuto urbano, intrecciando passato e presente, generazioni e trasformazioni dei luoghi, e agendo come ponte tra identità del quartiere e processi di rigenerazione.

 

GLI ARTISTI E LE OPERE

Le produzioni artistiche trasformano gli spazi urbani e i palazzi in luoghi di sperimentazione collettiva per riscoprire l’Ausa, il territorio e la sua comunità e costruzione di nuovi modi di abitare relazionarsi all’altro.

Il percorso di co-creazione ha coinvolto artisti locali affermati, artisti emergenti e narratori. Ciascuno, con il proprio linguaggio, ha evocato e raccontato il quartiere e l’Ausa attraverso forme, gesti e memorie condivise.

La curatrice Sonia Fabbrocino, guida il progetto e la visione complessiva dell’intervento artistico partecipato.

• Claudio Ballestracci – Presenta Fra i rami, un’installazione composta da un megafono montato su un bilanciere in legno d’ulivo, che diffonde un racconto autobiografico di Piergiorgio Cappelli dedicato all’Ausa. Un oggetto poetico che diventa voce, presenza, memoria.

• Maria Cristina Ballestracci – Espone Relitti, una poetica serie di teche che accostano elementi naturali, oggetti trovati e parole in una narrazione intima e materica.

• Collettivo Il Nido – Presenta Nidi artigianali di prossimità, accompagnati da riflessioni sul quartiere e sulla comunità.

• Smagliature Urbane & Stenopeica Lab (Abele Gasparini e Alessandro Ricchi) – Presentano L’Ausa attraverso un foro, una videoproiezione di fotografie del quartiere V Peep Ausa realizzate con tecnica stenopeica.

• Maria Gloria Pozzi – Allestisce Ricordi e colori al vento, un’illustrazione digitale modulare che evoca il corso dell’Ausa e invita il pubblico all’interazione.

• Federicaa – Presenta Tracce, un’installazione composta da fotografie d’archivio ricamate su tessuto, che intreccia memoria e gesto materico.

• Letizia Casotti – Studentessa Laba Rimini, presenta la video-animazione Skyline 360, tracciati dell’Ausa e del quartiere.

• Chiara Cicchetti – Espone Naturae Reditus, una scultura decorata con stampa fotosensibile (cianotipia).

• Veronika Aguglia e Luca Giorgetti – Presentano Nello spazio di un abbraccio, una performance di danza contemporanea e tango, in dialogo con gli spazi del quartiere (Collettivo Arteda)

• Debora Branchi e Maurizio Battaglia – Presentano Panta Rei, una performance sul dialogo tra immobilità e flusso (Collettivo Arteda).

• Ettore Tombesi – presenta un racconto autobiografico “Giochi sull’Ausa.

Intrecci di cura: un rito collettivo – Azione corale in cerchio attraverso la pratica condivisa dell’uncinetto, a cura di Silvia Orsini, Anna Loparco, Maria Cristina Ricci, Cristina Mantellini.

• Una lettrice volontaria del condominio – Condivide autobiografie e memorie legate al quartiere e all’Ausa.

• E tanti altri partecipanti dei condomini, coinvolti negli allestimenti e nei processi creativi che hanno animato il progetto.

L’incontro tra artista e abitante genera micro-azioni visive, coreografiche e narrative che costruiscono un racconto corale, trasformando la comunità da fruitrice a co-autrice capace di elevare la quotidianità a rito sociale e di stimolare nuovi immaginari collettivi. L’arte, agendo come specchio della comunità, diventa gesto di riappropriazione simbolica, restituendo al paesaggio dell’Ausa la sua memoria storica e una prospettiva rinnovata.

La trasformazione del condominio in una “residenza artistica e luogo di rito collettivo” costituisce il cuore pulsante dell’innovazione del progetto. L’enfasi sul dialogo co-creativo con i residenti — la raccolta di ricordi, storie e testimonianze — supera il modello passivo di community engagement.

Attraverso questa metodologia, le installazioni e la narrazione poetica riconvertono porticati, giardini e androni da semplici aree di passaggio a luoghi di relazione e creazione: palcoscenici imprevisti e gallerie d’arte spontanee che risvegliano lo spirito immaginario del paesaggio dell’Ausa.

L’EVENTO FINALE: FESTA DI RESTITUZIONE. UN ITINERARIO POLIFONICO E PARTECIPATO

La giornata del 29 novembre sarà una festa di restituzione articolata in un percorso guidato che comprende mostre, installazioni, performance, suoni e azioni, offrendo una riflessione poetica sulle relazioni comunitarie, sui temi emersi e sulla storia locale.

Il pomeriggio si sviluppa attraverso un itinerario a tappe lungo gli spazi abitativi dei condomini, durante il quale i visitatori verranno accompagnati dalla curatrice. In ciascuna tappa sarà presente l’artista, che racconterà personalmente come ha innestato il proprio lavoro nello spazio e nelle relazioni, restituendo poetiche sull’abitare e sulle tradizioni locali, e mostrando come ogni momento dell’itinerario sia il frutto della collaborazione con gli abitanti, che diventano a loro volta narratori.

La festa si concluderà con un brindisi collettivo, a simboleggiare i nuovi legami nati e l’apertura di uno spazio comune, umano e vivo, generato dall’incontro tra arte e vita quotidiana.

In conclusione

Il progetto risponde al bisogno di ripensare gli spazi non convenzionali e il patrimonio immateriale della comunità, dimostrando come un condominio possa trasformarsi in un luogo di incontro e relazione, capace di celebrare il territorio e la forza dell’arte come potente strumento di coesione e innovazione sociale.

Tutto il materiale, le ricerche, le storie e le percezioni dei luoghi, confluiranno nella Mappa di Comunità dell’Ausa dell’Ecomuseo Rimini, che restituisce visivamente le memorie e le metamorfosi del quartiere, rendendo visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo e alla routine quotidiana. La Mappa rappresenta un documento fondamentale del patrimonio immateriale e trasforma un processo partecipativo in un evento estemporaneo ma al tempo stesso in un archivio vivo gestito da Ecomuseo Rimini APS, assicurando la permanenza della ricerca, la sua conservazione e la possibilità di futuri sviluppi progettuali.

Innesti sull’Ausa, progetto dell’Ecomuseo Rimini APS, si inserisce nel percorso partecipativo bellASTORIA! Immaginando spazi culturali di prossimità, promosso da Città Visibili APS e finanziato dal Bando Partecipazione 2025 della Regione Emilia-Romagna.

Con la collaborazione del Collettivo Arteda Ricerche Espressive.

Locandina Alice Turchini studentessa LABA Rimini.

INFORMAZIONI SULL’EVENTO

Data: Sabato 29 Novembre 2025

  • Orari: Doppio turno, dalle ore 16:00 (primo turno) e dalle ore 18:00 (secondo turno).

  • Punto di partenza: ex cinema teatro Astoria, Via Euterpe 15, Quartiere V° Peep Ausa, Rimini.

L’evento è gratuito ma a numero chiuso. La PRENOTAZIONE è obbligatoria (necessario per spazi non convenzionali come i condomini).

Link alla prenotazione: https://forms.gle/PQR8WwQK6VLxnWiy9

Info e Contatti: ecomuseorimini@gmail.com – tel. 340 3579828 – www.ecomuseorimini.it